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                                                          logo molle opus


L'aggettivo Mollis,in latino, può essere riferito sia a un uomo sia a un'opera d'arte: nel primo caso vale come biasimo, nel secondo come elogio. Chi non è saldo, solido, costante, capace di sopportare le avversità,può essere classificato come mollis, con accezione negativa. La parola ha invece valore positivo, per contrasto, nei casi in cui il suo opposto durum denoti un difetto (v. terreno duro, duro d'orecchi, ecc.). Così vale per la scultura, che per lo stesso motivo si può apprezzare quando non è "dura", quando sia appunto cosa molle. Ce lo testimonia anche Quintiliano, che si riferisce ai signa (ossia "immagini", opere di scultura o pittura recanti le fattezze di un'entità vivente), classificandoli proprio in duriora (più duri) e molliora (più molli), a seconda del loro valore intrinseco. In tal caso il termine mollia (le cose molli) serve a definire il valore delle opere stesse, e non a qualificare lo spirito dell'uomo che le ha prodotte.




Tre anni di ricerca si condensano in questo lavoro. Un'evoluzione della mia scultura, sì scultura, perché non intendo assolutamente ridurre il percorso al ruolo, seppur nobile, di Arte applicata.

Ovviamente concepisco nel gesto artistico un'importante funzione "artigianale", ma penso che la ricerca che sottende al lavoro sia da ricondursi a varie specificità che costellano la mia personale Storia dell'Arte, dove riecheggiano la Stauaria Romana classica, le moderne fascinazioni di Christo & Jeanne Claude, neoclassici panneggi canoviani, per arrivare alle forme organiche, visibili soprattutto nelle lampade, delle "sculture" di Carlo Rambaldi o delle visioni zoomorfe di Hieronymus Bosch.

La forma originaria è celata dal panneggio, dalla soluzione, quasi sartoriale, di "matrilineare memoria" con cui intervengo sui tessuti, che ricoprono le forme modificandone volta a volta la matericità. Ed ancora utilizzo la luce, sempre e comunque "a bassa intensità", che serve a stenografare la scultura stessa ed a metterla in relazione all'ambiente che la circonda.

Cerco di ricreare il senso dell'Arte in rapporto alla sua valenza sociale, tipica del Movimento FLUXUS degli anni '60, a cui ritengo di aver da sempre aderito. Nella realizzazione di oggetti-scultura che vogliono essere un punto di contatto con l'indimenticabile opera di Joseph Beuys.

A seguire alcuni pezzi unici della collezione  di sculture d'arredo nelle diverse tipologie che vanno dagli specchi alle poltrone, alle sedie, ai tavoli e tavolini, dalle librerie alle lampade.